faCCebook.eu

Sbatti il mostro in homepage!

Tag: sophia loren

Totò Genio, la mostra a San Domenico Maggiore [FOTO]

Dentro Totò

La storia d’amore tra Totò e Franca Faldini è il momento più coinvolgente.
Conoscere le debolezze umane del Principe della risata aggiunge ulteriore grandezza ad un mito del cinema.

«Dentro Totò» – a San Domenico Maggiore, nel centro storico di Napoli – è una delle tre mostre dedicate ad Antonio de Curtis ed il sottoscritto, armato di entusiasmo e smartphone, non può mancare.

Totò Genio, la mostra a San Domenico Maggiore

I suoi film, la nostra infanzia

Acquisto il mini abbonamento (12€ per le tre mostre, 6€ per la singola visita), sicuro di completare il giro al Maschio Angioino (“Genio tra i geni”) e Palazzo Reale (“Totò, che spettacolo!”).

Totò suscita ricordi, risate, momenti di gioia, riflessioni.
Pezzi di infanzia trascorsi con i suoi film, battute celebri divenute modi di dire quotidiani, duetti indimenticabili ripetuti tutt’ora.

La sera basta sintonizzarsi su uno dei tanti canali privati napoletani: di sicuro, qualcuno – o più! – trasmette «Totò Peppino e la malafemmina» 🙂
(e pensare che «nessuno mi ricorderà» era uno dei timori dell’artista napoletano).

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

Totò Genio, le mille locandine

Le mille locandine esposte, raccontano l’iper produzione cinematografica di Totò.
Film famosi, pellicole immortali ma anche molti titoli a me ignoti.

Accanto al Principe della risata, nomi celebri: Vittorio De Sica, Sophia Loren, i De Filippo, Mario Castellani …
Mi arrendo: impossibile citarli tutti.

Totò Genio, le mille locandine

«Portatemi a Napoli»

Battute storiche, lettere, biglietti, la testimonianza dei registi e dei colleghi di lavoro, parti di sceneggiature e preventivi dei cast.
Un tuffo nel cinema in bianco e nero degli anni cinquanta.

E poi, le prime pagine dei giornali di quel 15 aprile del 1967, quando – a soli settant’anni – per un infarto, Totò si spegneva.
Le sue ultime parole: «Portatemi a Napoli».

«Mamma, stasera vediamo un film di Totò?».

La bimba, avrà sei o sette anni, aggrappata alla mano della donna, sussurra l’innocente desiderio.
Vado via soddisfatto: Napoli non dimenticherà mai il suo Principe della risata.

Totò Genio, la galleria fotografica


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Perché non ho partecipato alla sfilata dei trent’anni di Dolce&Gabbana

Il perché del (mio) clamoroso rifiuto

Perché a nessuno interessano gli abiti.
L’evento mediatico #DGLovesNaples – ripreso dalla celebre lettera Napoli è – non ha il sottoscritto come testimonial d’eccezione.
Gli organizzatori, nel panico per il forfait inatteso, dovranno accontentarsi dell’eterna Sophia Loren (ma per gli addetti ai lavori, la delusione è palpabile).

Come in un film di serieB, le lunghe gambe delle modelle attraversano gli stretti vicoli napoletani.
Sembrano aliene sui trampoli: slanciate, bionde, nordiche, americane, irraggiungibili.

Il contrasto è pacchiano: eleganza e tradizione, sfilata e folclore, pizza e lusso, il basso volgo ed il dorato mondo del fashion per un istante si incrociano.

Dolce&Gabbana a Napoli ed il clamoroso rifiuto del sottoscritto

Dolce&Gabbana (senza il sottoscritto)

Il tempo di un clic, il set cinematografico fa il giro del mondo.

Il resto è merito della location: il marchio D&B vola ai quattro angoli del pianeta col Vesuvio alle spalle.

Il sottoscritto, invece, non apparirà in nessuna delle mille gallerie fotografiche dedicate all’evento mondano.

Cercate pure: non troverete mai – e dico mai! – l’immagine dello scrivente associata ai due stilisti, a braccetto con i politici, in posa col vescovo, al fianco della Loren, avvinghiato a qualche modella, dietro un flash, d’avanti ad una telecamera.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

A qualcuno interessano i vestiti?

Dopo tanto clamore, nella mente della casalinga di Voghera, quale messaggio resta?
E’ in grado di citare un solo modello presentato per la Campagna Autunno Inverno 2016-2017 di Dolce&Gabbana a Napoli?

Nell’immaginario collettivo e per gli esperti del settore, la moda è puro marketing oppure c’è ancora una relazione con gli indumenti indossati dalle persone?

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

La volpe e l’uva

A proposito.
Un dettaglio: quelle vecchie volpi di Dolce&Gabbana si sono premunite e non hanno invitato il sottoscritto.
Temevano il rifiuto?


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Nuova barzelletta sui napoletani: divertente o razzista?

La barzelletta

Un milanese, un romano e un napoletano avevano fatto domanda per diventare agenti della CIA ed avevano già superato diverse difficili prove attitudinali per questo lavoro.
Per la prova finale di obbedienza agli ordini, un agente della CIA portò il milanese davanti ad una grande porta di metallo e gli mise una pistola in mano.
“Dobbiamo essere sicuri che tu esegua le nostre istruzioni in qualunque circostanza. All’interno della stanza troverai tua moglie seduta su una sedia. Uccidila!”
Il milanese disse: “Non starai mica parlando seriamente, io non potrei mai sparare a mia moglie.”
L’agente: “Allora tu non sei l’uomo giusto per questo lavoro. Prenditi tua moglie e vattene a casa.”
Al romano dettero le stesse istruzioni.
L’uomo prese la pistola ed entrò nella stanza. Tutto restò calmo per circa 5 minuti, poi l’uomo uscì dalla stanza in lacrime, “Ci ho provato, ma non posso uccidere mia moglie!”
L’agente: “Tu non hai le qualità che cerchiamo…prenditi tua moglie e vattene a casa.”
Per finire, toccò al napoletano. Gli diedero le stesse istruzioni, lui prese la pistola ed entrò nella stanza. Si udirono diversi colpi provenire dalla stanza, uno dopo l’altro. Si sentirono urla, rumore di mobili rotti, si sentì battere sulle pareti.
Dopo alcuni minuti tutto fu calmo.
La porta si aprì lentamente e si vide il napoletano apparire sulla soglia.
Si asciugò il sudore dalla fronte aggiustandosi i vestiti laceri e disse:
” Uanm, mi avete dato una pistola caricata a salve!  L’agg avut accirr a siggiat!”

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

La risata amara

La battuta («wow, mi avete dato una pistola caricata a salve!  L’ho dovuta uccidere colpendola con la sedia!»), dopo aver strappato un’istintiva risata, nel mio cervello azzurro lascia un retrogusto amaro.

Le barzellette sui napoletani divertono per la presunta diversità e furbizia del popolo partenopeo mentre questa storiella lo ridicolizza riducendolo ad un primitivo, un essere troglodita, violento. maschilista, un rozzo automa privo di capacità critica.

A me (e Sofia) la barzelletta non è piaciuta affatto, e a voi?
«Mostro» chi ride 🙁

La nuova barzelletta sui napoletani: è davvero divertente o discriminatoria?


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Translate »