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La vera storia di Irina Lucidi (di Concita De Gregorio)

Una storia agghiacciante (e vera)

Concita De Gregorio racconta una storia agghiacciante.
Una vicenda realmente accaduta, nel 2011, nella perfetta Svizzera: la scomparsa delle due gemelline Alessia e Livia di sei anni, le figlie di Irina Lucidi, ad opera dell’ex marito poi suicidatosi a Cerignola in Puglia.

Mi sa che fuori è primavera è un libro duro.

Leggere e comprendere – pagina dopo pagina – il piano folle di Mathias Schepp, il padre premuroso e marito iper-rigido che sfocerà nella follia, costa molto.

Il dramma di Irina Lucidi raccontato da Concita De Gregori in "Mi sa che fuori è primavera"

«il dolore fa male ma non ti uccide»

Da ogni parola di Irina emerge il dolore.
Ma, come afferma lei stessa «il dolore fa male ma non ti uccide» ed allora devi trovare la forza di andare avanti.
Per non morire, come avrebbe voluto l’ex marito.

Da un male immenso, Irina Lucidi riemerge.

Senza mai dimenticare – è impossibile – ma tentando di proseguire.
Per aiutare gli altri.
Crea l’organizzazione Missing Children Switzerland, «perché quando un bimbo sparisce, bisogna che ci siano meccanismi automatici che si attivano. Procedura. Priorità».

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Se il «mostro» è dentro casa

Il «mostro» è tuo marito, l’uomo col quale vai a dormire ed hai creato la tua famiglia.
Il «mostro» è il padre premuroso di Alessia e Livia.
L’uomo attento, pianificatore, gelido, malato, pazzo.

Concita De Gregorio narra con delicatezza una vicenda impossibile da accettare.

A metà libro, speravo si trattasse di un giallo col colpo di scena finale.
Invece, la lettura avanza e l’angoscia aumenta con essa.

Fino alla cruda realtà.
Impossibile da comprendere nonostante lo stile impeccabile ed un racconto asciutto.

Perché leggere la storia di Irina Lucidi

La lettura di Mi sa che fuori è primavera è ardua.
La domanda naturale posta dal Lettore è scontata quanto naturale: è possibile superare un dolore così forte come la scomparsa di due figlie e tornare un giorno ad essere felici?

Nessuno di noi può immaginare l’abisso nel quale è sprofondata Irina.
Nessuno di noi può rispondere ad un quesito tanto oscuro.

Ognuno di noi può sostenere il prezioso lavoro di Missing Children Switzerland,
Come?
Leggendo il libro.

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Parla Concita De Gregorio, l’autrice

Ho cercato in Rete.
Il web è ricco di notizie su Alessia e Livia.
Chi vuole, può approfondire la drammatica vicenda.

Rimando all’intervista rilasciata dall’autrice del libro, Concita De Gregorio, mamma di quattro bimbi:
MI SA CHE FUORI È PRIMAVERA. INTERVISTA A CONCITA DE GREGORIO.

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Chiasso (Svizzera), una storia normale che stupisce gli italiani

Chiasso, l’intervento dei Vigili del Fuoco

La quiete del parco pubblico di Chiasso è interrotta dalle sirene della polizia che, in un tranquillo sabato mattina di giugno, irrompono nell’area verde del piccolo paese svizzero.

Le forze dell’ordine scortano due automezzi dei Vigili del Fuoco chiamati da una mamma presente nei giardini con il suo bimbo.

La donna, visibilmente preoccupata per un ramo in procinto di spezzarsi, lancia l’SOS.
In pochi minuti, i militari giungono sul luogo incriminato e con il nastro d’ordinanza bianco e rosso, isolano immediatamente l’intera area minacciata dall’albero ferito.

A Chiasso - Svizzera - dove la manutenzione è normalità

Sotto lo sguardo attonito e incuriosito di decine di marmocchi, i pompieri operano velocemente: attraverso la super-scala, raggiungono la cima del «mostro» e tagliano il ramo pericolante.

Chiasso, l'azione dei vigili del fuoco per tagliare un ramo pericolante

Il tronco viene potato e ridotto in piccoli ed innocui pezzettini per essere trasportato via.

Chiasso, la manutenzione è normalità

Il giovanissimo pubblico, con la testa all’insù, ammira affascinato.
I poliziotti rimuovono il nastro, l’area pubblica è di nuovo sicura e disponibile per i bimbi.
Scoppia un applauso spontaneo.
I pompieri, scortati dalle forze dell’ordine, volano via … mentre i bimbi presenti sognano – un giorno – di imitare i loro nuovi eroi.

Il vero «mostro»? La meraviglia italiana

La meraviglia per lo zelante intervento svizzero, lo stupore provocato dalla storia inviata via e-mail da un lettore oltre confine, dimostra la nostra assuefazione.

Il cittadino napoletano (italiano) è impreparato ad un’azione di ordinaria manutenzione pubblica, indice di efficienza e fiducia verso le Istituzioni: una mamma preoccupata chiede l’intervento dello Stato per rimuovere un potenziale pericolo e lo Stato interviene prontamente, annulla la minaccia, restituisce il bene comune alla cittadinanza.

E’ una vicenda normale (nel resto del mondo).
Perché noi italiani/napoletani ci stupiamo?

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Questa storia, in Italia come sarebbe finita?

Nel giardino pubblico tricolore, il cittadino avvista il ramo penzolante e chiama i pompieri.
Dopo vari tentativi, al 115 rispondono: al momento non ci sono squadre disponibili.
A fine giornata, giungono i Vigili del Fuoco, isolano l’albero e vanno via.

Di più non possono: la burocrazia impone loro di stilare una relazione da consegnare all’ufficio competente che, al momento, è chiuso per mancanza di personale.

Dopo vari giorni di inoperatività, il cancello d’ingresso del parco viene sbarrato ed un avviso scritto a mano (su carta non intestata) informa che occorrerà verificare lo stato di tutti gli alberi presenti.

Le associazioni di cittadini, incavolate, protestano.

Il Comune emette un comunicato scarica barile: la responsabilità è della Soprintendenza e della Provincia.
Quest’ultimo ente, però, in teoria non esiste e non può rilasciare il certificato di agibilità.

Trascorrono mesi, il parco rimane non accessibile mentre l’insaziabile burocrazia divora carte, timbri ed autorizzazioni.

Un bel giorno di primavera giungono i Vigili del Fuoco: come i loro colleghi svizzeri, impiegano cinque minuti per potare l’albero ferito.
Rimettono in sicurezza il giardino che verrà riaperto due settimane dopo: mancava l’ultima firma dell’impiegato in ferie.

(la versione italiana può variare da città in città ma nasconde un’amara verità)


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In Svizzera c’è più sole che a Napoli

Nel 2004 il matrimonio natalizio del mio amico scapolone-da-sempre necessita di un look adeguato e costretto dall’unicità dell’evento acquisto un elegante cappotto nero in puro cashmere,
Nei successivi dieci anni – statistiche alla mano – indosso il costoso soprabito zero volte.

A Napoli le temperature polari sono assenti.

Nella stagione più fredda me la cavo con un giubbotto e se la colonnina di mercurio crolla, indosso un cappello per l’emergenza. Nei momenti critici di pioggia, vento e freddo dall’armadio tiro fuori il jolly: lo scaldacollo ufficiale del Calcio Napoli.

Il sole riscalda le nostre terre per trecentosessantacinque giorni l’anno eppure i pannelli solari installati sui tetti delle abitazioni private sono più rari degli scudetti vinti della squadra azzurra.
Senza temere clamorose smentite (purtroppo), posso affermare senza esitazione:

a Napoli, sono più frequenti le nevicati che il numero di impianti fotovoltaici pubblici.

Il mistero resta tale: perché nel paese del sole non si creano sistemi per produrre energia rinnovabile da fonte solare?

Chiasso impianto solare

Il mio amico-scapolone quest’anno festeggia i dieci anni di felice vita matrimoniale.
Oggi vive in Svizzera e dall’esterno osserva il Bel Paese con gli occhi razionali tipici di chi, uscito dal gruppo, valuta il contesto senza essere coinvolto.

A noi, cittadini italiani, appare normale l’assenza di pannelli solari perché siamo assuefatti alla mancanza secolare di una intelligente politica ambientale.

Eppure – da profano – la rarità di impianti fotovoltaici pubblici (e privati) in Italia la reputo scandalosa.

Dunque, quale sensata risposta merita l’amico svizzero che, ingenuamente, chiede:

un fiore dai petali gigante con i pannelli solari che girano inseguendo il sole e la notte il fiore si chiude e si ripone, all’alba si riapre automaticamente.
E’ stato installato in una delle rotonde principali del mio paesino con pochissime migliaia di abitanti ad 1km dall’italia … perchè non farlo anche nella nostra bella penisola, il paese del sole?
Ti invio due foto, è un «mostro» valido?

Sì, caro amico: il tuo «mostro» è valido.

Chiasso impianto solare

Link utili: Un fiore solare spunta a Chiasso

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