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Tag: umore

Amore finito: vivere nel ricordo o dimenticarla? [Domande perBeni]

Ricordo della moglie: il dubbio di Mimmo79

“Gentile Beni, ho sempre amato mia moglie ma ha deciso, dopo cinque anni di matrimonio, di lasciarmi, ovvero di morire.
Cosa devo fare?
Vivere nel suo ricordo o dimenticarla con un’altra?”
Mimmo79

Vivere nel ricordo o dimenticare l'amore che fu? Risponde Antonio P. Beni, esperto in aMORE (con la a minuscola)

Antonio P. Beni risponde

Caro Mimmo79, la tua lettera mi ha intenerito, soprattutto quando mi hai descritto come tua moglie è tragicamente morta.
Cadendo dalla ruota panoramica mentre imitava la scena del Titanic.

Deve capire che l’amore è un mistero chiuso dentro ogni cuore e solo li si trovano le risposte.
Anche se spesso si può comprare amore a buon prezzo con un diamante o con una cena da Princi.

Lei può trovare un’altra donna, magari anche amarla, ma non potrà mai scordare la sua prima moglie e la scena di lei che vola nel vuoto dicendole «non dimenticare di …», frase che non riuscì a terminare per colpa della fisica.
«In presenza d’aria, a causa dell’attrito, i corpi possono cadere con leggi orarie differenti da quelle del moto uniformemente accelerato», ma comunque cadono.

Col nuovo amore non potrà andare al Luna Park, non potrà guardare «La Ruota della Fortuna», non potrà dire «andiamo a mangiare al ristorante La Ruota».

Se pensa che questa sia vita, che un nuovo amore possa accettare queste privazioni, allora lo trovi e chiarisca subito con la nuova amante se c’e’ qualcosa che non deve dimenticare, almeno in caso di morte prematura avrà delle risposte …

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Chi è Antonio P. Beni, esperto in aMORE

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La barzelletta viaggia via Whatsapp

Il buon umore è contagioso

Il mio amico Alessandro è specializzato in freddure.
Il burlone, ogni settimana, via Whatsapp mi invia una nuova barzelletta.

Ecco l’ultima.
Divertentissima vero?

La barzelletta viaggia via Whatsapp

All’origine era il «Bar Mario»

Quando il web era una galassia di siti statici disegnati con Fronte Page, le gag viaggiavano perlopiù via e-mail.

I primi mattacchioni delle mailing list inviavano freddure e barzellette come semplici messaggi di testo a centinaia di destinatari (consapevoli e non).

Già allora – ma quanto tempo è trascorso? – io, «esperto del settore», utilizzavo il gruppo Yahoo! per restare in contatto con gli amici.
Il Bar Mario fu l’antesignano dei moderni social network, troppo avanti per essere compreso fino in fondo lo chiusi all’apice del successo (un numero esorbitante di iscritti e lo spam si impadronì del locale).

La barzelletta? Da condividere!

La notifica verde attende di essere letta.
Pigio col pollicione sullo schermo dello smartphone, leggo il nuovo messaggio di Alessandro.

E’ l’ennesima battutaccia via Whatsapp.
Rido.
Troppo demenziale per restare isolata sul mio cellulare.
Devo condividerla subito con i miei amici.

Col sorriso ancora stampato sul viso, in modo istintivo, inoltro l’immagine al gruppo WhatsApp della piscina.
In un secondo, la barzelletta raggiunge più di cento persone che, a loro volta senza pensarci troppo, rideranno e spingeranno la battuta verso altri innumerevoli contatti.

Perché l’emotività è il vero motore della condivisione ed il buon umore è contagioso.
Come una barzelletta via WhatsApp, appunto 🙂

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