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Tag: vino

Confessioni segrete di un bevitore di vino (novello)

Vino, quando cedi alla tentazione

Un’altra bottiglia è andata.
Stavolta si tratta di un Lacryma Christi del Vesuvio Rosso, un vino morbido, azzarderei pregiato.

Da quanto ho iniziato a bere – quanto litri ho ingurgitato? – mi tratto bene.
Mai un vino che lasci indifferente il palato, alla continua ricerca di sapori forti, viaggio col bicchiere verso mete lontane.

La settimana scorsa mi scolai un Nero d’Avola, un vino caldo come il sole della Sicilia, terra di origine di questo rosso, profondo e delicato.
Prima, apprezzai la compagnia di un giovane Chianti e poi di un saggio Barbera.

Col bicchiere mezzo pieno, in gruppo o da solo, attraverso i vigneti dell’Italia per carpire la secolare cultura racchiusa dentro un piccolo chicco d’uva.

Dunque, lo confesso: ho ceduto alla tentazione.

Confessioni choc di un novello bevitore di vino

La dipendenza, un pericoloso «mostro» 

Una Falanghina della zona flegrea in offerta, attira la mia attenzione.
La proposta è imperdibile, prendo il bianco dallo scaffale e lo conservo con cura nel carrello della spesa.

Anche stasera seguirò il consiglio degli antichi: un mezzo bicchiere di vino a cena fa buon sangue.

Da un astemio di lunga data, il sorseggiare è un buon compromesso.

Il pregiato Lacryma Christi ed il giovane Chianti, goccia dopo goccia, svaniscono in una settimana.

Bere con moderazione è sinonimo di salute, cadere prigioniero dal «mostro», è l’inizio della fine.


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Natale ghiacciato [Domande perBeni]

L’odio per il Natale

“Gentile Beni, da otto anni odio il Natale.
La mia psicologa dice che l’odio deriva da ciò che prima era amore.
Il mio ragazzo mi lasciò a Maggio, ma si chiamava Natalino.
Mi dai un consiglio?”
PasqualinaZu

Se l'amore finisce a Natale ...

Antonio P. Beni risponde

Cara PasqualinaZu,
Il Natale è una festa che è sempre esistita, anche prima della nascita di Gesù.

Nei secoli religione e paganesimo hanno modificato il suo nome, lasciando invariato il risultato: gente piena di cibo mangiato con parenti ubriachi.

A differenza tua, mio cugino perse il suo amore proprio il 25 dicembre.

Ricordo le sue lacrime scendere copiosamente sul menù natalizio, facendo diventare tutti tristi.
Anche Babbo Natale, che allora esisteva, pianse.

Zia Ghida, pace alla sua anima, gli consigliò di immergere la punta del naso e poi quella del sedere, in due litri di vino bianco ghiacciato.
Il risultato fu incredibile, mio cugino dimenticò la perdita del suo amore.

Forse per il principio di congelamento, forse per aver bevuto tutto il vino riscaldato sapientemente, seppur fatto col culo.

Solo ghiacciando altre parti del tuo corpo, scioglierai il tuo cuore e potrai augurare un buon Natale.

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Chi è Antonio P. Beni, esperto in aMORE

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