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Il mostro di Venerdì 12 Agosto 2011
Capitan Cassano
 
 
Perchè questo mostro è stato proposto?

La sera di San Lorenzo (10 agosto 2011) allo stadio San Nicola di Bari un pubblico numerosissimo ha assistito alla vittoria della Nazionale di calcio italiana contro quella Spagnola, campione d'Europa e campione del mondo, superata con un brillante 2-1 con gol di Montolivo ed Aquilani (uno per tempo) e dal momentaneo pareggio di Alonso per la Spagna.


Monster's Blog
Scritto da Babel il 12/08/11
 

Ieri sera allo stadio San Nicola di Bari un pubblico numerosissimo ha assistito alla vittoria della Nazionale di calcio italiana contro quella Spagnola, campione d'Europa e campione del mondo, superata con un brillante 2-1 con gol di Montolivo ed Aquilani (uno per tempo) e dal momentaneo pareggio di Alonso per la Spagna. Ma la grande gioia dei baresi (e degli sportivi "veri") non è stata la sola vittoria dell'Italia, bensì la presenza in squadra di Antonio Cassano, "GeniAntonio" e perfino con la fascia da Capitano. Fascia che i suoi stessi compagni, Buffon per primo (che, è risaputo, è un uomo di virtù umane e sportive eccezionali), hanno voluto offrire al fantasista barese.

 

 

Questo gesto la dice lunga sul clima che si respira all'interno della nazionale di calcio. Lo stesso C.T. Prandelli, entusiasta per la vittoria ma soprattutto per la prestazione dei suoi, ne ha esaltato il significato morale. Bentornato, quindi, a tutti gli effetti, ad Antonio Cassano, campione di sport e campione nella vita. E lo dico NON da barese (non tifo nemmeno Bari e men che meno tifo Milan), seppur ormai pugliese adottivo, ma da semplice osservatore e da semplice sportivo.
Cassano, pur con le sue ormai passate "malefatte", frutto di un'infanzia difficile e disordinata, è un esempio per quanti (tanti) possono e devono ritrovare, grazie allo sport ed all'impegno che se ne sottintende pur senza dover necessariamente giungere a risultati favolosi, la propria dignità di uomini. E' infatti l'impegno e la volontà di emergere che possono sottrarre tanti e tanti giovani alle grinfie della criminalità pur cresciuti in ambienti degradati e degradanti.

Genio e sregolatezza. Questo è Antonio Cassano. Nato il 12 luglio 1982 a Bari, il giorno dopo la storica vittoria dell'Italia ai mondiali.
Cresciuto nel quartiere popolare Bari vecchia del capoluogo pugliese, un posto dove la passione per la squadra della propria città calcio la fa da padrone.
Come tanti giovani campioni o semplici appassionati, impara a giocare nei vicoli del suo rione, dimostrando da subito stoffa e talento, trascorrendo tuttavia un'infanzia colma di difficoltà connesse al degrado del proprio quartiere, da sempre in mano alla criminalità. Quella criminalità che avrebbe potuto ingoiare il giovane Antonio se quei dribbling nei vicoli e quei virtuosismi sull'asfalto o sul cemento non gli avessero consentito di essere inevitabilmente notato da chi di calcio, e di giovani campioni, se ne intendeva.

Le sue prime esperienze sono alla "ProInter" per poi passare alle giovanili del Bari. E qui il campione deve davvero dimostrare di avere la stoffa per diventare tale. Non sono più sufficienti i dribblings od i virtuosismi, ma bisogna lavorare e tanto, impegnarsi, imparare tecniche ed avere visioni di gioco complessive, bisogna imparare ad ubbidire. Il suo "mister" dell'epoca non fa fatica tuttavia ad accorgersi come quel ragazzino con il viso segnato dai brufoli (la sua carta d'identità), avesse qualcosa più degli altri, anche se sempre irrequieto e disubbidiente.
Ad ogni partita fioccano i gol marcati Cassano, tanto da diventare il leader della propria squadra. Fascetti, all'epoca allenatore della prima squadra inizia ad interessarsi del giovanotto, tanto che dopo un breve periodo di osservazione lo fa esordire senza esitazione in Serie A, l'11 dicembre 1999, nel derby con il Lecce. La domenica successiva Antonio Cassano è titolare nella partita che il Bari gioca al "San Nicola" contro l'Inter. Fiducia ripagata, perché Cassano rifila ai nerazzurri uno dei suoi straordinari ed ormai storici gioielli avvelenati: a pochi minuti dalla fine un'azione personale con una serie di dribbling che stordisce la difesa avversaria, si concretizza in un suo gol capolavoro che decide la sfida in favore dei pugliesi. Le cronache sui giornali sportivi amplificheranno giustamente quel gesto atletico portandolo alla ribalta della cronaca calcistica, facendone salire notevolmente le quotazioni.

Il 7 Marzo 2001 la Roma acquista Cassano per 60 miliardi di Lire, soffiando il giocatore alla Juventus. Nel frattempo Cassano esordisce con la Nazionale Under 21; anche se si vocifera che il suo rapporto con il Mister Claudio Gentile non sia dei migliori. Vere o no queste dicerie, sta di fatto che Gentile lascerà Cassano fuori dalla rosa dei titolari, errore che in molti ancora non gli perdonano.
Una volta arrivato a Roma lega subito con quello che ha sempre definito il suo idolo: Francesco Totti. Fra i due nasce una grandissima amicizia ed una spettacolare intesa anche sul campo, che però finirà male forse proprio a causa del caratteraccio di GeniAntonio, ma più probabilemte per la naturale indole a respingere piccoli e grandi torti.
Iniziano quindi le incomprensioni con i compagni, quelle con gli allenatori, le storielle più o meno inventate sul suo conto tanto che ad un certo punto perfino i giornali sportivi battezzano queste irrequietezze come "cassanate". Diserterà spesso gli allenamenti, prenderà multe dalle società, pare abbia perfino fatto a botte con qualche compagno di squadra.

Chiamato nella Nazionale maggiore, partecipa da titolare agli Europei del 2004 e grazie alla squalifica dell'inizialmente titolare Totti, Cassano va a ricoprire quel ruolo di fantasista capace di inventarsi la giocata vincente. L'Italia delude, ma Antonio no, anzi nell'ultima partita di Trapattoni sulla panchina azzurra, commuove tutti con quella sua espressione che nel giro di pochi secondi passa dalla gioia irrefrenabile del gol dell'ultimo minuto (Italia-Bulgaria, 2-1) alla disperazione di essere stati eliminati dal pareggio dell'altra partita del girone (Danimarca-Svezia, 2-2).
Poi si esaurisce il rapporto con la Roma (complice forse l'ex amico Totti che secondo alcuni maligni temeva più per la bella Hillary che per il posto in squadra) e viene ceduto al Real Madrid. Anche qui il GeniAntonio si rende protagonista di "cassanate" e dopo l'ennesima rottura con compagni di squadra ed allenatore, ritorna in Italia andando a ricoprire il ruolo di fantasista, con ottimi risultati alternati a periodi di opacità, nella Sampdoria. All'idillio iniziale segue tuttavia, come fosse una fotocopia, lo strappo con la società (divenuto famoso il diverbio con il patron Garrone) che lo costringe ad un periodo di inattività ed a nulla valgono i suoi manifesti di buoni propositi e lo spargimento di cenere sul capo.

Fino a quando non viene ingaggiato dal Milan dove è attualmente titolare.
Nel giugno 2010 si è sposato a Portofino con la pallanuotista Carolina Marcialis, dalla cui unione è nato il primo figlio, Christopher.

Auguri ancora Cassano, non sappiamo se lo hai già fatto o se hai intenzione di farlo, ma ti preghiamo di una cosa: fai quello che puoi per offrire le stesse opportunità che tu hai avuto dalla vita ai piccoli baresi. Ai bambini bravi ed ai futuri talenti del calcio, ma anche a quelli meno bravi e che meno talento hanno, ai bambini per i quali tu sei l'esempio da seguire od il sogno da realizzare, ai bambini che possono, se tu lo volessi, essere sottratti alla criminalità.

Il mio sogno, che spero un giorno possa essere anche il tuo sogno, è quello di avere a Bari una "scuola per lo sport, una scuola per la vita".
Che porti il tuo nome!

Babel.
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