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Il mostro di Lunedì 26 Settembre 2011
Vita d'ufficio: i colleghi
 
 
Perchè questo mostro è stato proposto?

Ogni giorno milioni di impiegati varcano una soglia spazio-temporale e per otto lunghissime ore «vivono» su un altro pianeta, l'ufficio. Per sopravvivere in questo mondo si instaurano forti rapporti con gli altri abitanti-colleghi, costretti a soggiornare in un habitat ostile. Tutti per uno, uno per tutti?


Monster's Blog
Scritto da webmonster il 26/09/11
 

Ho le prove certe, dopo tredici anni da lavoratore dipendente, sono sicuro che quando metto piede in ufficio varco una soglia e vengo teletrasportato in un'altra dimensione spazio-temporale.
Ne ebbi la conferma qualche mese fa quando dovetti rinnovare la carta d'identità. Arrivai prestissimo al Comune, alle 8,00 ero già fuori lo sportello preposto. L'impiegato alzò la tendina ed aprì l'ufficio con una precisione svizzera. L'osservai da dietro al vetro che separa gli uffici dall'utenza svolgere quei gesti automatici come se li ripetesse da secoli: prese il timbro dal cassetto e lo pose nell'angolo destro della scrivania, impugnò una bic blu ed una rossa e le sistemò vicino ad un block notes alla sua sinistra, da un mobiletto adiacente prelevò una cartellina con dei fogli, mise dei moduli prestampati a disposizione dell'utenza, accese il computer, digitò la password ed attese qualche istante.
Sono sicuro che se fossi tornato il giorno successivo alla stessa ora quel tizio avrebbe compiuto i medesimi identici movimenti, come se lavorasse in una catena-di-montaggio-rassicurante, la routine direbbe qualcuno, un automa dagli occhi spenti per me.
Alzando la tendina del suo sportello, l'impiegato comunale fu teletrasportato in un mondo alieno, come avviene da anni in ogni suo giorno lavorativo.
E' così, ne sono certo. Milioni di persone ogni mattina si spostano da casa verso gli uffici e poi, giunti nelle loro "celle", iniziano un viaggio che li porterà per otto lunghissime ore a vivere su un altro pianeta.

 

 

L'ufficio è un microcosmo basato su regole precise che si perpetuano di generazione in generazione. La struttura sociale è gerarchica e favorisce delle forti relazioni interpersonali tra colleghi appartenenti allo stesso livello.
Forse per una forma di cameratismo, a volte per le tante ore trascorse insieme, un po' per l'istinto di sopravvivenza che ogni essere umano ha dentro di sé e per l'innata volontà dell'uomo di vivere in gruppo, in questo mondo tipicamente ostile si creano spontaneamente dei "team" composti da colleghi uniti da un'affinità caratteriale o più semplicemente da una simpatia personale.
Queste "associazioni" permettono di trascorrere al meglio la giornata lavorativa; si parla del mondo esterno come di un luogo lontano, ci si confronta su problemi comuni, si discute del partner o di un viaggio futuro, si condividono sogni e delusioni, si solidarizza, si gioca al superenalotto in modo da evadere tutti insieme in caso di vittoria. Tutti per uno, uno per tutti.

Alla mensa aziendale i vari gruppi sono ben evidenti, ogni tavolo ne ospita uno. Difficilmente un elemento di un'associazione emigra verso un'altra comitiva, quasi sempre questi gruppi non mutano nel tempo.

In molti sono felici quando vivono parte della loro giornata (o vita?) nel mondo-ufficio, si sentono realizzati. In effetti, se ci penso, intraprendere il viaggio ogni mattina per essere teletrasportati è semplice, l'ufficio è ovattato, i veri problemi sono fuori.

Anche io appartengo ad un "gruppo" consolidato. Trascorriamo i nostri break lavorativi insieme, pranziamo insieme, sogniamo insieme, parliamo, scherziamo, ridiamo, ..., sopravviviamo al meglio sul nostro pianeta-ufficio.

Rapporti interpersonali compressi in otto ore. A fine giornata il viaggio spazio-temporale termina, la giornata lavorativa finisce ed il teletrasporto ci riporta alla realtà.
Si torna a casa, nel nostro vero mondo che, quasi sempre, non presenta punti di contatto con il pianeta-ufficio, due universi disgiunti.

L'indomani ci aspetta un nuovo viaggio, sempre sul solito pianeta abitato dai consueti colleghi.
Già, colleghi quasi mai amici (purtroppo).

 
[1494 letture]
 
 
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Bacheca (4 commenti)
 
11:38

Continua dal precedente commento....Non tutte le persone sono arriviste e fanno del lavoro il centro della propria vita, non perchè non siano ambiziose ma perchè credono in certi principi. Se vuoi amici tra i colleghi fuggi dagli arrivisti, dagli ipocriti e dai falsi. Se questo tipo di persona si è mostrata amica è solo perchè non hai ancora intaccato i suoi interessi. Insomma c'è di tutto. Complimenti per l'articolo.

 
11:37

Una curiosità La canzone amico è l'ha scritta il grande Mike Bongiorno. Lo sapevi? Venendo all'articolo vedo dalle 104 letture che sta avendo successo. Anche se a tratti mi è sembrata una descrizione da Piero Angela del mondo animale, mi è piaciuto. Certo tra colleghi, essendoci interessi in comune cala spesso quel velo di diffidenza ed ipocrisia che non favorisce un'amicizia. Però alla fine dell'articolo fai bene a dire "quasi mai" perchè penso che sia possibile. Non tutte le person

 
09:55

molto poche....è così.....

 
09:20

hai ragione Mario, in ufficio non esistono amicizie sincere perché ci sono interessi e tante volte si è costretti a frequentare persone che fuori dall'ufficio nemmeno avresti pensato di conoscere!

 
 
 
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